
Università di Teramo e FIN Marche: una visione condivisa
Questa convenzione nasce da un incontro tra persone prima ancora che tra istituzioni. Con i docenti dell’Università di Teramo ci siamo trovati perché condividiamo, prima ancora che un progetto, un’idea di fondo.
Non si tratta del solito modello dual career pensato per i pochi atleti già di alto livello. Questa è una proposta rivolta a tutti i tesserati FIN Marche: atleti, tecnici, istruttori, a chiunque creda nello sport, si impegni ogni giorno, voglia raggiungere obiettivi importanti, ma non intenda per questo sacrificare la propria formazione universitaria.
Un ateneo che ci ha già creduto
L’Università di Teramo non è arrivata a questo progetto per caso. Nel tempo ha scelto di costruire relazioni analoghe con gli studenti del conservatorio e dell’accademia cinematografica, realtà in cui l’impegno è totalizzante, in cui le scadenze non si possono derogare e la preparazione non ammette pause.
UniTE ha deciso che questo tipo di percorso merita di essere accompagnato, non ostacolato. È una scelta che dice qualcosa su come quell’ateneo guarda alle persone.
Parliamo di studenti di qualità. Non cercano scorciatoie, ma una formazione seria che sappia tenere conto di esigenze reali: allenamenti, competizioni, periodi di preparazione intensa.
La convenzione risponde con strumenti concreti:
- Flessibilità nella didattica
- Materiali accessibili a distanza
- Tutorato
- Appelli compatibili con il calendario sportivo
- Riconoscimento delle competenze maturate nello sport
- Agevolazioni economiche significative
Lo sport è espressione
C’è un elemento che mi ha convinto in modo particolare, nel guardare a questa realtà geograficamente vicina e culturalmente affine alla nostra.
UniTE ha costruito queste relazioni attorno a un’idea precisa: che esistano percorsi formativi, la musica, il cinema, il teatro, in cui ci si forma attraverso una pratica estetica intensa, assoluta, che coinvolge il corpo, la concentrazione, la capacità di stare sotto pressione e di dare il meglio nel momento che conta.
Lo sport appartiene a pieno titolo a questa stessa dimensione.
Ci si esprime con uno strumento, con una scena, con un’immagine. E ci si esprime anche con il proprio corpo, attraverso una performance.
Sono profondamente convinto che gli sportivi abbiano già dentro di loro molto di quello che il mondo del lavoro e della ricerca cerca: la capacità di organizzarsi, di lavorare in squadra, di essere protagonisti.
E soprattutto di esprimersi. Non è un caso che il corso di laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione rappresenti un punto di incontro naturale: lo sport ha bisogno di persone che abbiano qualcosa da dire e che sappiano come dirlo.
Un’opportunità per tutti
Questa convenzione non riguarda solo gli atleti. È una possibilità concreta anche per tecnici e allenatori che vogliono rafforzare i propri strumenti, dare maggiore struttura al proprio profilo professionale e qualificarsi ulteriormente, senza interrompere l’attività sul campo.
È un’opportunità importante per le persone e, allo stesso tempo, un investimento sulla qualità del nostro movimento.
Mauro Antonini
Presidente FIN Comitato Regionale Marche
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